Da oggi la città ha una nuova casa-museo, ed è quella di Pierre Cardin. La Maison ha inaugurato Palazzo Cardin, nel sestiere di Santa Croce, nella dimora che tutti conoscevano come Ca’ Bragadin e dove lo stilista si ritirava.
Si viene accolti da un magnifico giardino (almeno a vedere le foto condivise dopo l’evento inaugurale), e dietro le porte ci aspettano quasi mille metri quadrati che per la prima volta si aprono alla città e a chi la visita.
Il percorso, curato da Andrea Burroni, raccoglie oltre 350 opere che vanno oltre la moda: tessuti, abiti e soprabiti, ma anche gioielli, occhiali, arredi e quelle “sculture utilitarie”, ossia lampade e oggetti dalle forme scultoree che Cardin sviluppa a partire dagli anni Sessanta. Il grande stilista sosteneva che la sartoria era il modo di proseguire la sua carriera di architetto, che un vestito è come una casa. In quest’ottica una casa-museo sembra lo sviluppo naturale per vivere la storia della sua grande carriera
Rodrigo Basilicati-Cardin, nipote dello stilista e presidente della Maison, ha annunciato in conferenza stampa che ogni 3 settembre l’allestimento verrà rinnovato, scegliendo di volta in volta tra almeno duemila pezzi unici di una collezione che ne conta decine di migliaia. Questo configura la casa-museo come uno spazio che cambia e che chiede di tornare, un’idea che sposta un luogo dalla parte della memoria a quella della vita.
Il legame con Venezia, del resto, è profondo. La serata inaugurale è stata un ricevimento in costume ispirato ai grandi balli veneziani, nel ricordo del leggendario Ballo del Secolo del 1951 a Palazzo Labia, per cui Cardin aveva firmato una trentina di costumi.
Al momento in cui scrivo mancano ancora informazioni su orari e modalità di visita, spero vengano rese disponibili quanto prima.
Le immagini sono prese dal post ufficiale sulla pagina Facebook del Comune di Venezia.
Qui l’articolo a copertura sul sito di RaiNews.

