POSTICIPATA – Aspettando la Biennale 2020

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*** ATTENZIONE – La Biennale Architettura è slittata al 2021 ***

NOTA: IL 18 MAGGIO SONO STATE COMUNICATE LE NUOVE DATE

Un mio scatto dell’ingresso ai Giardini nel 2017

Il titolo scelto per quest’anno è How will we live together?

Il curatore è Hashim Sarkis, e il presidente Roberto Cicutto.

114 i partecipanti in concorso provenienti da 46 Paesi, con una rappresentanza crescente da Africa, America Latina e Asia.

65 le Partecipazioni Nazionali ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia; 3 i Paesi presenti per la prima volta alla Biennale Architettura: Grenada, Iraq e Uzbekistan.

Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, sarà a cura di Alessandro Melis.

Oltre ai partecipanti invitati, la Biennale Architettura 2020 comprende Stations + Cohabitats, ricerche fuori concorso sui temi della Mostra sviluppate da ricercatori di università di tutto il mondo.

Scopriamo il pensiero del curatore grazie al Comunicato Stampa di presentazione:

“Abbiamo bisogno di un nuovo contratto spaziale. In un contesto caratterizzato da divergenze politiche sempre più ampie e da disuguaglianze economiche sempre maggiori, chiediamo agli architetti di immaginare degli spazi nei quali vivere generosamente insieme. Gli architetti invitati a partecipare alla Biennale Architettura 2020 sono stati incoraggiati a coinvolgere nella loro ricerca altre figure professionali e gruppi di lavoro: artisti, costruttori, artigiani, ma anche politici, giornalisti, sociologi e cittadini comuni. La Biennale Architettura 2020 vuole così affermare il ruolo essenziale dell’architetto, che è quello di affabile convener e custode del contratto spaziale.

Allo stesso tempo questa mostra vuole affermare l’idea che è proprio in virtù della sua specificità materiale, spaziale e culturale che l’architettura orienta i vari modi di vivere insieme. E in tal senso abbiamo chiesto ai partecipanti di evidenziare gli aspetti prettamente architettonici del tema principale.

“How will we live together?” è una domanda tanto sociale e politica quanto spaziale. Aristotele, quando si pose questa domanda per definire la politica, propose il modello di città. Ogni generazione se la pone rispondendo in modo diverso. Più recentemente le norme sociali in rapida evoluzione, la crescente polarizzazione politica, i cambiamenti climatici e le grandi disuguaglianze globali ci fanno porre questa domanda in maniera più urgente e su piani diversi rispetto al passato. Parallelamente, la debolezza dei modelli politici proposti oggi ci costringe a mettere lo spazio al primo posto e, forse come Aristotele, a guardare al modo in cui l’architettura dà forma all’abitazione come potenziale modello di come potremmo vivere insieme.

Oltre che dai nuovi problemi che il mondo pone all’architettura, l’edizione di quest’anno si ispira anche all’attivismo emergente di giovani architetti e alle revisioni radicali proposte dalla pratica dell’architettura per affrontare queste sfide. Ma più che mai, gli architetti sono chiamati a proporre alternative. Come cittadini, impegniamo la nostra capacità di sintesi per riunire le persone attorno alla risoluzione di problemi complessi. Come artisti, sfidiamo l’immobilismo che deriva dall’insicurezza di chiedere “Cosa succederebbe se?”. E infine come costruttori, attingiamo dal profondo del nostro inesauribile ottimismo. La convergenza di ruoli in questi tempi nebulosi non può che rendere più forte la nostra missione e, speriamo, più bella la nostra architettura.”

Hashim Sarkis
Hashim Sarkis nella foto di Jacopo Salvi

Organizzata in cinque scale tra Arsenale e Padiglione Centrale ai Giardini, la Mostra presenta anche grandi installazioni collegate a ognuna delle cinque scale che si disporranno negli spazi esterni dell’Arsenale e dei Giardini.

Cinque architetti e un fotografo di architettura sono infine gli autori del progetto dedicato al gioco a Forte Marghera, che si chiamerà: “How will we play together?“.

Il catalogo

Il catalogo ufficiale è composto di due volumi:

  • il Volume I, a cura di Hashim Sarkis, è dedicato alla Mostra Internazionale
  • il Volume II è dedicato alle Partecipazioni Nazionali e agli Eventi Collaterali.

La Guida della Mostra è studiata editorialmente per accompagnare il visitatore lungo il percorso espositivo.

Sono inoltre disponibili due volumi in lingua inglese, dal titolo Cohabitats ed Expansions, che riflettono sui temi sviluppati dalla Mostra.

Il Padiglione Italia all’Arsenale in una mia foto del 2017

La Biennale è anche social

Il sito web ufficiale della Biennale Architettura 2020 è www.labiennale.org

Gli hashtag (chilometrici) da utilizzare sono #BiennaleArchitettura2020 e #HowWillWeLiveTogether

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Su Youtube BiennaleChannel

Qui e in copertina un mio scatto di qualche anno fa del Padiglione Centrale ai Giardini.

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