La Venezia dei Veneziani #7: Massimiliano, il decoratore d’interni

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Oggi scopriamo la Venezia di un decoratore che ho imparato ad apprezzare grazie a Facebook. I suoi disegni dolcissimi mi fanno tornare un po’ bimba.

Come vuoi mi riferisca a te?

Massimiliano Milani (Massi)

Raccontaci di te 

Ho cinquant’anni, sono nato e vivo a Venezia. Mi sono diplomato al liceo scientifico e ho frequentato l’università di Architettura a Venezia,senza però riuscire a concluderla. Sono sposato e ho due figlie, Maddalena e Isabella di 13 e 7 anni.

Da 11 anni faccio il decoratore di interni per ambienti dedicati all’infanzia. Ho sempre avuto la passione per il disegno ma non ho mai pensato di trasformarla in un lavoro vero e proprio.

Tutto è scattato quando sono diventato papà ed ho dipinto la cameretta di mia figlia;da quel momento mi è balenata in testa l’idea di poter sviluppare questo progetto e renderlo una vera professione. Ho cominciato aprendo un sito e lavorando con il passaparola, successivamente ho avuto la fortuna di aprire a Venezia un negozio/laboratorio.

La Venezia della tua infanzia

Sono nato e ho sempre abitato a Venezia.

La città che ricordo di quando ero bambino è una città decisamente più popolata dai veneziani, con negozi di vicinato molto attivi e svariate attività commerciali, con patronati e luoghi di aggregazione, come i campi dove, finiti i compiti scolastici, ci si poteva incontrare tra ragazzi, fare sport e spendere il tempo all’aria aperta.

Personalmente, essendo nato vicino ai ‘Gesuiti‘, passavo i pomeriggi nello stesso campo, giocando a calcio, oppure a basket o ping-pong nel patronato della stessa chiesa (che veniva chiamato Cheba – gabbia in veneziano)

Venezia era una città abitata e vissuta dai veneziani ed il turismo era (fortunatamente) stagionale, (naturalmente) meno numeroso e molto più educato nei suoi confronti.

Il tuo luogo del cuore a Venezia

Essendo un amante della pallacanestro, il mio cuore va al ricordo della Scuola Grande della Misericordia: edificio voluto da Doge Gritti, che nei primi anni del secolo scorso fu affidato alla società sportiva C. Reyer e nel quale, fino al 1977 si svolgevano le partite di basket dell’omonima società (oltreché di altre realtà cestistiche veneziane minori).

Questa palestra (al secondo piano dell’edificio) unica al mondo aveva, ed ha, alle pareti affreschi di numerosi artisti famosi (per farsi capire, come una chiesa) e giocare a basket in un ambiente così speciale era un privilegio.

La scuola fungeva anche da palestra per le ore di ginnastica di alcune scuole medie e superiori, esempio di straordinaria duttilità nell’uso degli spazi necessari alla normale quotidianità sociale.

Chiusa alle attività sportive nei primi anni novanta la scuola ha da poco riaperto i battenti come spazio espositivo e sede di eventi ma ‘la Misericordia’ resterà per sempre nel cuore degli sportivi veneziani (e non) come ‘la palestra più bella del mondo‘.

I cinque consigli per chi visita Venezia

Cinque consigli sono troppi. Ne do uno che magari ne sottintende altri: da veneziano consiglierei, a chi visita la mia città, di riconoscere e rispettare la sua fragilità ed il suo tempo rarefatto e la aiuti a resistere alla mercificazione di cui è vittima in questi ultimi anni.

Può farlo semplicemente cercando di usufruire dei servizi e delle attività gestite da quei veneziani che amano ancora la loro città e non la vogliono vedere svenduta alle grandi marche. Esiste una Venezia resistente e resiliente che ha bisogno di una diversa attenzione da parte di chi la visita e spesso la si trova distante dai luoghi turistici più comuni. Basta solo camminare un po’…

I due S-consigli (cosa evitare di fare)

S-consiglierei a chi viene a Venezia di usare sempre il telefonino come mappa e provare a perdersi tra le calli ed i campi della mia città, tanto a Venezia non ci si perde mai per davvero…

Secondo s-consiglio: prestassero più attenzione ai luoghi che visitano e meno ai menù che incontrano nelle loro passeggiate, fotografandoli e poi postandoli come cartina tornasole (nel bene ma soprattutto nel male) della loro esperienza turistica veneziana.

Un consiglio specifico per chi conosce già un po’ Venezia 

Chi la conosce già si sarà accorto di quanto, ahimè, commercialmente Venezia sia in continuo movimento. Cerchi, come ho già detto, di riconoscere la venezianità, i piccoli artigiani e quelle attività che esistono solo per la sopravvivenza di Venezia.

Un consiglio specifico per chi a Venezia non è ancora stato

Visiti Venezia con gli occhi di un bambino che si meraviglia di tutto e scoprirà la contaminazione artistica che Venezia ha saputo raccogliere nei secoli in cui era Serenissima Repubblica.

Venezia nelle 4 stagioni. Un consiglio specifico per:

Per la primavera visitare non solo Venezia ma anche le isole che la circondano: nel periodo primaverile Burano è un gioiellino di colori e di sapori tradizionali; così come in estate andare a fare visita alle spiagge del Lido di Venezia (e se si va durante il periodo della Mostra del cinema l’atmosfera è elettrizzante). In autunno consiglierei  le mostre a palazzo o le visite ai numerosi musei, mentre in inverno c’è sempre il Carnevale ed il suo fascino (anche se un po’ sbiadito rispetto ad anni fa)

Il tuo luogo del cuore in Veneto

Per motivi legati ai miei ricordi di bambino,il mio luogo del cuore è Asiago. Lì ci passavo,con la mia famiglia, le vacanze estive ed invernali. Ho dei piacevoli ricordi di lunghe passeggiate in bicicletta con mio nonno e poi andare per boschi a cercare funghi e fragoline, il lungo viale alberato che conduce all’ossario con il suo marmo così imponente, un dente bianco in mezzo al verde dei prati attorno…

Quando posso ci torno volentieri con mia moglie e le mie figlie, a trovare gli amici di un tempo ed ogni volta mi emoziona; è come ritrovare una parte di me, quella più spensierata di quando si é fanciulli e mi fa stare bene.

Sulla base della tua attività: parlaci di cosa fai, di come possiamo contattarti, cosa puoi fare per noi, i prossimi eventi, focus specifici, tutto quello che ti viene in mente per promuovere quello che fai

Dipingo camerette, per bambini ed ambienti dedicati all’infanzia come asili,scuole, baby-room (non solo a Venezia), eseguo, spesso su ordinazione, elementi  d’arredo in legno come attaccapanni, specchi, mensole, portapenne, orologi da parete e da comodino, metri per misurare la crescita etc etc…

Ogni tanto, se il tempo me lo permette, organizzo dei laboratori per bambini e questa è una cosa che diverte loro ed a me diverte ancora di più.

Il mio laboratorio si trova a Venezia, a Cannaregio in calle dello Spezier 4799. Ho un sito internet www.lastanzadialice.net (che non riesco a seguire moltissimo per via del lavoro) nel quale si possono trovare alcuni dei lavori da parete che ho dipinto. In alternativa su Facebook ho un gruppo (La stanza di Alice) dove pubblico tutti i miei lavori.

L’ultimo in ordine di tempo e il più gratificante della mia seppur breve carriera (come avevo già scritto all’inizio, faccio questo lavoro da soli 11 anni) è stato il progetto della baby-room per DFS al Fontego dei Tedeschi a Venezia: un lavoro complesso che è durato 3 mesi e che ha come soggetto Venezia e la sua laguna.

La bellezza della mia professione è che, lavorando quasi sempre su ordinazione, l’ispirazione non manca mai in quanto le idee e le richieste dei clienti sono così varie e questo mi permette di usare la fantasia, inventare sempre qualcosa di nuovo ed accettare nuove sfide.

Oltre al lavoro su legno e a parete progetto anche loghi ed insegne per attività commerciali.

Il mio laboratorio è aperto dalle 10 alle 19.30 tutti i giorni a parte la domenica. I miei contatti sono cell. 3483981047 e-mail massi.milani@hotmail.it 

Il tuo sogno da veneziano per Venezia?

Gran parte dei miei coetanei, per via dei prezzi troppo alti degli appartamenti, hanno deciso di comprare casa a Mestre e di lasciare la città. Ci vengono a lavorare e dopo, la sera, attraversano il ponte della Libertà.

In questi ultimi anni la popolazione di residenti sta calando in maniera irreversibile.

Una città che fino a pochi anni fa aveva 150mila abitanti adesso ne conta poco più di 50mila. La speculazione edilizia, fatta anche dai veneziani proprietari degli immobili, ha desertificato il tessuto sociale e ridotto la città in un grande dormitorio turistico; tutto questo con il contributo di un’amministrazione comunale che non ha mai saputo gestire questa situazione con soluzioni illuminate e che oggi è diventata un’emergenza.

Ecco, il mio sogno da veneziano, è quello che tutto questo,un giorno, possa avere un’inversione di rotta e che i veneziani abbiano nuovamente la possibilità di ritornare a vivere a Venezia e bloccare la tendenza che vuole la città,ormai, un triste parco di divertimenti.

Domanda a piacere (o, alla Marzullo, fatti una domanda e datti una risposta)

Più che una domanda è una riflessione che mi pongo ogni tanto e riguarda il mio lavoro… se penso a quello che faccio, mi ritengo una persona fortunata perché ho una professione che mi piace e che riempie le mie giornate con leggerezza. 

Mi sento un privilegiato a fare quello che amo e ciò è un regalo meraviglioso.

P.S. Grazie a Laura per avermi dato l’opportunità di farvi conoscere la mia attività. Mi auguro di potervi accogliere  come ospiti al più presto nel mio laboratorio.

Grazie a te, Massimiliano! E a prestissimo nella tua fabbrica di sogni!

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