“Venezia e lo Studio Glass americano” alle Stanze del Vetro

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Imperdibile la mostra ospitata fino al 10 gennaio 2021 a San Giorgio, alle Stanze del Vetro!

Ci sono andata domenica scorsa poco convinta, pensando di dedicarci non più di un’oretta, ma dopo due ore sono venuta a malincuore, sapendo che tornerò di nuovo per approfondire e per prendermi il tempo di vedere anche i filmati della sezione video.

La mostra è curata da Tina Oldknow e William Warmus, già curatori di vetro moderno e contemporaneo al The Corning Museum of Glass di New York.

… questa mostra è la prima a esaminare attentamente l’influenza che l’estetica e le tradizionali tecniche di lavorazione del vetro veneziano hanno avuto sullo Studio Glass americano dagli anni Sessanta ad oggi.

dal sito della mostra

Sono più di 150 i pezzi esposti, provenienti dagli Stati Uniti e dall’Europa e creati da 60 artisti americani e veneziani.

Un prezioso “inedito” riempie la Sala Carnelutti: vi è infatti esposto lo spettacolare Laguna Murano Chandelier, realizzato a Murano nel 1996 da Dale Chihuly insieme a Pino Signoretto e Lino Tagliapietra ed esposto qui per la prima volta al di fuori degli Stati Uniti.

Laguna Murano Chandelier (foto mia)

L’obiettivo del movimento Studio Glass americano tra la metà e la fine del XX secolo era quello di togliere la produzione del vetro dai processi industriali per realizzarlo direttamente nello studio dell’artista, intendendolo come materiale a servizio dell’arte contemporanea. Alla fine degli anni ’60 alcuni artisti hanno così iniziato a soffiare il vetro in direzioni sperimentali e innovative, anche se la maggior parte degli artisti americani non aveva sufficienti conoscenze tecniche.

Nel 1960 la soffiatura del vetro si era da tempo industrializzata negli Stati Uniti e molte abilità manuali erano andate perdute, così gli artisti dello Studio Glass avevano guardato all’Europa, e in particolare a Venezia e ai soffiatori di vetro di Murano, come guida. Ciò che ne seguì fu una “relazione amorosa” con la lavorazione del vetro veneziano che, alla fine degli anni Novanta, si era diffusa negli Stati Uniti e nel mondo. 

Venezia e lo Studio Glass Americano dimostra l’eredità duratura e versatile della produzione di vetro veneziano in America, analizzando l’impatto che Venezia ha avuto sull’arte vetraria americana contemporanea. Viene esaminato inoltre come gli artisti americani e i maestri veneziani – soprattutto Lino Tagliapietra e Pino Signoretto – hanno rinnovato la vivacità di un linguaggio storico artigianale e come lo hanno ulteriormente sviluppato per realizzare magnifiche opere d’arte. 

Molti degli artisti presenti in mostra hanno avuto una profonda influenza sullo sviluppo del vetro nello Studio Glass, sia insegnando e lavorando con altri artisti, sia usando le tradizionali tecniche di lavorazione del vetro veneziano per realizzare nuovi lavori unici. 

Dalla cartella stampa della mostra

La mostra nel corpo principale si sviluppa in tutte le sale, con un allestimento molto leggero e facilmente fruibile e – FINALMENTE – didascalie chiare per ogni singolo pezzo, il che consente di approfondire in proprio anche alla fine della visita.

Artisti pionieristici come Dale Chihuly e Benjamin Moore sono andati a Venezia, hanno imparato le tecniche e poi hanno invitato i maestri veneziani negli Stati Uniti per insegnare. Mentre Chihuly ha realizzato alcune serie di ispirazione veneziana nel corso della sua lunga e prolifica carriera, il corpus di Moore invece si concentra in particolare sulle idee veneziane. Richard Marquis, che pure è stato a Venezia, ha sviluppato usi completamente nuovi per la tecnica del mosaico veneziano, conosciuta come murrina, per i suoi oggetti ispirati alla bandiera americana, le teiere e i vasi Marquiscarpa.

Altri artisti, come Dante Marioni, Nancy Callan e James Mongrain hanno imparato dai pionieri del vetro dello Studio Glass, ma soprattutto sono entrati in contatto con le tecniche dei maestri veneziani all’inizio delle loro carriere. Ciascuno di loro attinge in modi molto diversi alla storia del vetro veneziano per creare nuovi interessanti vasi, oggetti e installazioni. Mentre alcuni artisti si sono concentrati solo su vasi, altri si sono dedicati alla scultura, come William Morris e Martin Blank, che hanno studiato le tecniche di scultura veneziana. Partiti dalla realizzazione di vasi, Flora Mace e Joey Kirkpatrick hanno poi ampliato la loro visione cimentandosi nella realizzazione di grandi sculture, portando le tradizionali decorazioni veneziane in ambiti nuovi.

Josiah McElheny, Katherine Gray e Norwood Viviano rappresentano una nuova generazione di artisti che lavorano in stile veneziano affrontando il vetro in modo più narrativo, usando gli oggetti per raccontare paesaggi e storie. 

Questo dimostra che gli artisti di oggi – sia che lavorino esclusivamente con il vetro, sia che approccino questo materiale pur provenendo da altri settori – grazie all’accesso libero agli studi, continuano a spingere in avanti i tradizionali confini dell’arte del vetro.

Le sale in cui si sviluppa la mostra sono tematiche, e sono dedicate a “Pionieri americani“, “Innovatori americani“, “Lino Tagliapietra e la sua cerchia“, “Pino Signoretto e la sua cerchia“, “L’invenzione del XXI secolo“, “Ripensare il vaso“, “Calici“.

Completano il percorso la già citata sala video dove vengono proiettati filmati relativi agli artisti esposti, e la sala Carnelutti con il Laguna Murano Chandelier.

Insomma, un viaggio straordinario in un mondo di meravigliosi manufatti artistici che lasciano a bocca aperta.

Elenco artisti

Tina Au ero, Philip Baldwin, Monica Guggisberg, Alfredo Barbini, Fulvio Bianconi, Martin Blank, Sonja Blomdahl, Nancy Callan, James Carpenter, Dale Chihuly, Deborah Czeresko, Dan Dailey, Laura Donefer, Jeff Mack, Fritz Dreisbach, Claire Falkenstein, Katherine Gray, William Gudenrath, Kim Harty, Richard Jolley, John Kiley, Beth Lipman, Marvin Lipofsky, Harvey K. Littleton, Flora C. Mace, Joey Kirkpatrick, Dante Marioni, Richard Marquis, Napoleone Martinuzzi, Josiah McElheny, James Mongrain, Benjamin P. Moore, William Morris, Andy Paiko, Marc Petrovic, Stephen Rolfe Powell, Kait Rhoads, Alexander Rosenberg, Richard Royal, Ginny Ruffner, Charles Savoie, Italo Scanga, Carlo Scarpa, David Schnuckel, Michael Schunke, Archimede Seguso, Pino Signoretto, Preston Singletary, Raven Skyriver, Thomas Stearns, Ethan Stern, Boyd Sugiki, Lino Tagliapietra, Mark Tobey, Norwood Viviano, Karen Willenbrink-Johnsen, Robert Willson, Fred Wilson, Mark Zirpel, Toots Zynsky

Come visitare la mostra

La mostra, a ingresso libero, rimane aperta fino al 10 gennaio 2021 ogni giorno tranne il mercoledì, dalle 10 alle 19.

È possibile approfondire le attività didattiche proposte sulla relativa pagina del sito.

Io sono entrata senza aver prenotato prima, ma è consigliabile inviare una mail entro 48 ore dalla visita all’indirizzo info@lestanzedelvetro.org o, nell’imminenza dell’arrivo, telefonare al 041 5229138.

La sede si raggiunge con la linea 2 del vaporetto, scendendo a San Giorgio.

Ah, non dimentichiamoci che l’Isola di San Giorgio già da sola vale la visita!

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito de Le Stanze del Vetro.

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