La Venezia dei Veneziani #11: Mauro, la guida turistica

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Oggi chiacchieriamo con Mauro, una persona che di lavoro fa conoscere l’Arte e la Cultura che permeano ogni centimetro di Venezia.

Ho conosciuto Mauro partendo dalla sua pagina Facebook, dove racconta con passione la storia e le curiosità di Venezia.

Lo fa con garbo, preparazione e senza manie di protagonismo, e i suoi contenuti sono sempre estremamente piacevoli e interessanti.

Inoltre Mauro è una VERA guida turistica, una professione che per essere svolta bene richiede molto studio e dedizione, non consente improvvisazione, e si scontra purtroppo, specialmente nelle città turistiche come Venezia, con moltissimo abusivismo.

Conosciamolo meglio.

Mauro, raccontaci di te 

Mi chiamo Mauro, sono nato il 16 aprile 1987, attualmente lavoro come educatore museale presso la Fondazione dei Musei Civici di Venezia (MuVe) e come guida turistica. Sono nato in campagna e cresciuto in un paesino in provincia di Venezia: Caltana. Ho un percorso di studi un poco disordinato: laurea triennale in lingue, laurea magistrale in musicologia, dottorato in storia delle arti; nel mezzo molti lavori diversi (in bar, ristoranti, reception, campeggi, panificio) e qualche lavoretto come insegnante privato e supplente, sino ad approdare a MuVe nel 2018 con la mostra su Tintoretto. Come storico della musica collaboro con vari enti (tra cui La Fenice, per cui tengo 4 o 5 lezioni l’anno per i ragazzi) e sono molto interessato alla comunicazione e alla divulgazione della musica “classica”. Per questo ho tenuto per circa 3 anni un programma a Radio Ca’ Foscari e ho fondato con 3 amici l’associazione BACHaro Tour, che propone ascolti guidati dal vivo della musica di Bach nelle osterie di Venezia.

Mi piace studiare, leggere, vogare, andare in montagna e, se nessuno mi ascolta, suonare il pianoforte.

Non sei nato a Venezia: cosa ti ha portato qui?

Sono nato e cresciuto a una manciata di km da qui, mi considero un veneziano “da tera”. Venezia è sempre stata la mia città di riferimento; ci abito stabilmente da meno di 10 anni, ma l’ho sempre frequentata regolarmente, esplorata e studiata con voracità, cosa che continuo a fare.

Il tuo luogo del cuore a Venezia

Purtroppo non amo scegliere e non lo so fare; la casa in cui abito e le sue vicinanze (Campo S. Giacomo da l’Orio), le Zattere al Ponte Longo… potrei continuare a lungo.

I cinque consigli per chi visita Venezia

  1. Un minimo di preparazione prima di arrivare: cercare di capire com’è fatta e come funziona, cos’è stata e avere un’idea delle criticità che può avere oggi.
  2. Evitare le direttrici più affollate e non temere di perdersi: la città è piccola. Spaventa non avere un orizzonte per la maggior parte del tempo, ma credetemi: ci si trova. Lasciate perdere google maps.
  3. Corollario al punto 1: informatevi prima su dove mangiare e fare soste, dato che la rete ce lo consente.  Altrimenti non vi stupite se finite in un postaccio o se pagate 8€ un caffè al Florian o al Todaro. In questi casi, anzi, godetevelo, ché è veramente buono.
  4. Almeno qualche sito, visitatelo con una guida; ci sono luoghi e storie di cui non si può avere un’idea finché non ce li si sente raccontare. E scegliete una guida professionista, abilitata e preparata, contattate i musei e guardate i siti delle associazioni di guide per farvi un’idea. Diffidate di tariffe troppo basse o “free tour”, spesso legati all’abusivismo: vi potrebbe pure arrivare una multa salata. 
  5. Non vogliate vedere tutto subito. Meglio venire e vedere poche cose con la mente bene aperta, che fare scorpacciata e indigestione. Sfruttate la rete cum grano salis e chiedete alle pagine come “A serial traveler in saor” o altre che cosa vale la pena di visitare, fatevi un minimo programma. Si può viaggiare molto di più vedendo anche un solo quadro o una sola chiesa come si deve, che girellando per 8 ore come una trottola impazzita che non sa dove si trova.

Si può viaggiare molto di più vedendo anche un solo quadro o una sola chiesa come si deve, che girellando per 8 ore come una trottola impazzita che non sa dove si trova

I due S-consigli (cosa evitare di fare)

ah solo due…? Ok proviamo

  1. Boicottate tutto (o quasi) quello che sa di standardizzazione: le centinaia di negozietti di souvenir trash a pochi €, che hanno rimpiazzato panettieri e negozi sotto casa e che sono bell’e pronti per la spazzatura; evitate di prelevare agli ATM farlocchi che ultimamente proliferano (anche perché vi chiedono commissioni esorbitanti).
  2. Con lo stesso spirito, evitate sedicenti mostre, musei e concerti che sono in realtà specchietti per le allodole: è pieno. Esercitate senso critico e, soprattutto, affidatevi a istituzioni consolidate, possibilmente informandovi un po’ prima (bastano 5 minuti). Purtroppo la logica “Va bene tutto, tanto siamo a Venezia” è onnipresente, fuorviante, talvolta truffaldina. Esigete qualità.

Uno scatto di Mauro

Un consiglio specifico per chi conosce già un po’ Venezia 

Non vi fermate, conoscetela di più. Leggete, studiate, visitate, fate visite guidate. Vorrei avere 10 centesimi per tutte le volte che ho accompagnato un veneziano che crede di saper tutto sulla sua città a Palazzo Ducale e questo è uscito con tanto d’occhi dopo una serie di “ma davvero?” “Ah sì?” “non sapevo”! Venezia è inesauribile.

Un consiglio specifico per chi a Venezia non è ancora stato

Scarpe comode

Venezia nelle 4 stagioni. Un consiglio specifico per:

  • primavera: Cannaregio. Ponte delle Guglie, sinistra, Ghetto, Ormesini e Misericordia, sinistra fino a S. Alvise e alla Madonna dell’Orto, tornate verso la Misericordia e andate verso S. Caterina fino al rio terà Barba Frutariol e sino a Campo S. Maria Nova, un giro in tranquillità.
  • estate: Musei: frescura e cultura. Ca’ Rezzonico, toh. Ma anche le Gallerie dell’Accademia.
  • autunno: Per me la stagione più bella. Non temete pioggia e nebbia, venite a passeggio e visitate ogni angolo. Approfittatene anche per i luoghi che in estate sono sovraffollati: la Basilica di San Marco, la Scuola Grande di San Rocco, la collezione Guggenheim.
  • inverno: Come l’autunno, fermandovi a prendere qualche cioccolata e caffè in più. Un’opera o un concerto alla Fenice; dipende dalla programmazione. Se avete dubbi, chiedetemi pure!

Il tuo luogo del cuore in Veneto

Casa dei miei nonni a Villanova di Camposampiero

Parlaci di cosa fai, di come possiamo contattarti, cosa puoi fare per noi, i prossimi eventi, focus specifici, tutto quello che ti viene in mente per promuovere quello che fai.

Lavoro come educatore museale (le guide interne ai musei, per intenderci), e ho proposto alcune attività particolari che verranno attivate a breve; ancora non le svelo finché non sarà ufficiale, ma posso dire che riguardano la musica. Come guida “libera” mi trovate tramite la mia pagina FB, il mio account IG e nel mio sito

Di base sono uno studioso, quindi non mi piace attaccare il disco e dire sempre la stessa roba, magari letta in un libricino qualsiasi. Mi piace studiare e approfondire, andare nelle pieghe della storia e dei manufatti artistici, dialogare con chi accompagno e far sì che si portino a casa qualcosa in più rispetto a quando sono arrivati. Non racconto balle (almeno non consapevolmente) e cerco di tenermi lontano da cliché o di smontarli direttamente. Spesso la storia è più divertente e assurda della leggenda. 

Oltre che visite guidate, faccio anche lezioni e guide all’ascolto; le prossime saranno sulla musica al tempo di Vittore Carpaccio per Itinerarte, ma ho anche altro in ballo. Seguitemi sui social, generalmente condivido lì le mie attività.

Mauro nel sottomarino Enrico Dandolo custodito all’Arsenale, durante le visite consentite in occasione del Salone Nautico

Il tuo sogno da veneziano/a per Venezia?

Che torni a essere una città vera e non un museo a cielo aperto. Che raddoppino gli abitanti e che tornino panettieri e macellai al posto di negozietti di chincaglierie. Che torni ad avere un’industria. Che diventi una capitale culturale e che – quando viene a mancare il turismo – non si trovi in ginocchio perché in grado di produrre cultura e ricerca. Che diventi un modello di città sostenibile, dove lo spostarsi a piedi e l’essere costretti a lavorare nel piccolo non siano handicap, ma punti di valore.

Dettagli meravigliosi che l’occhio di chi vive a Venezia sa scoprire e cogliere. Qui siamo all’imbarcadero di Vignole, in un altro scatto di Mauro. Il suo profilo Facebook è ricchissimo di chicche come questa

Domanda a piacere (o, alla Marzullo, fatti una domanda e datti una risposta)

Oddio non saprei proprio… non sono particolarmente creativo. Sono un bravo soldatino: parlo se interrogato…!

Grazie Mauro! Si sente la tua passione per il lavoro e l’attenzione (e pazienza) che riservi a noi turisti.

Devo dire che, nonostante la mia scarsa propensione alle visite guidate, mi hai fatto venire voglia di scoprire gli aspetti nascosti di qualche luogo sotto la guida di un professionista della cultura!

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