L’importanza di rispettare la fragilità

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Chi frequenta da tempo Venezia si sarà accorto che i residenti e quanti vi lavorano stanno vivendo con sempre maggior difficoltà le onde di turismo incontrollato che affollano quotidianamente la città.

Dal punto di vista del turista questo potrebbe sembrare un atteggiamento miope ed egoista. “Ma come, noi vi portiamo i soldi e voi provate fastidio?”

In realtà, a vedere la situazione con occhio oggettivo, questo fastidio è comprensibile, eccome.

Migliaia di persone che riempiono ogni centimetro di strada, di vaporetto, di panchina, di tutto, e spesso senza grande rispetto non solo per il decoro pubblico (non si contano torsi nudi e sciabattamenti manco buoni per le spiagge) ma anche per il prossimo.

Un consiglio che mi sento di dare a quanti stanno pensando di visitare per la prima volta Venezia, o che amano questa città e non capiscono il perché dell'”imbruttimento” dei rapporti con i residenti è: facciamo tutti un esame di coscienza. Siamo abbastanza rispettosi di chi a Venezia ci vive e ci lavora?

Ma, soprattutto, proprio per goderci meglio l’esperienza Venezia (perché di questo si tratta, più che di un semplice viaggio o, peggio ancora, di una visita turistica), rendiamoci conto che Venezia è viva e vissuta, e merita che vi si entri in punta di piedi, rendendosi conto che si è in un meraviglioso ma fragile tesoro dell’umanità.

In particolar modo se è la prima volta che ci andiamo, è di grande aiuto preparare la visita approfondendo le meraviglie che potremo vedere in una delle infinite risorse, anche gratuite, a disposizione dei turisti. Vi sono guide cartacee, on-line, brochure turistiche, pagine Facebook. C’è di tutto a disposizione. Prepariamo prima la visita per evitare di perdere tempo e perdere occasioni di vedere qualcosa di splendido. Ci sono turisti poco accorti che, lasciando Venezia, affermano delusi: “Tutto qui?” Per me è incomprensibile, io non ne ho mai abbastanza e ogni volta che devo andar via mi sembra di non aver avuto abbastanza tempo. Eppure se ci si arriva senza un minimo di approfondimento corriamo il rischio di vivere solo folla, strada, caldo (o freddo, a seconda della stagione), mezzi pubblici costosi, e vedere San Marco e Rialto.

NO. Non è quella Venezia.

La visita va preparata e pianificata prima. Anche perché il pregustare le bellezze che si andranno a vedere è un po’ già viverle.

Quando si è arrivati, la parola chiave è rispetto.

Rispetto del luogo, delle persone, di noi stessi.

Ci sono alcuni comportamenti semplici da tenere per migliorare la fruibilità di Venezia da parte di tutti. Evitiamo per esempio di

  • tenere lo zaino sulle spalle quando siamo in vaporetto
  • sempre in vaporetto, di occupare i posti riservati agli anziani e ai disabili
  • sporcare per terra anche se ci sono pochi cestini (pochi non vuol dire nessuno)
  • mangiare cibo take-away seduti dove capita
  • arrabbiarci se ci dicono che stiamo facendo una cosa che non va fatta (anzi, attenzione alle sanzioni)
  • girare vestiti come se si fosse in spiaggia.

A questo proposito consiglio di approfondire la campagna #enjoyrespectvenezia del Comune. Sulla pagina ufficiale vengono dati alcuni pratici consigli su come visitare la città in modo responsabile.

Niente di impossibile, solo buon senso. Che spesso, però, pare mancare.

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(Immagine tratta dal sito del Comune di Venezia)

 

 

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