Il “mio” primo Carnevale di Venezia: bisogna esagerare!

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Questo è un post un po’ anomalo, più una riflessione che non il “solito” contenuto turistico.

Non ho mai amato molto il Carnevale: vedere tutte quelle maschere, quelle persone travisate, generava in me una vaga ansia. Da bambina e ragazza non ero nemmeno troppo felice di dovermi travestire per le varie feste più o meno obbligatorie organizzate da amici o dalla scuola.

Non saprei nemmeno bene dire cosa vi sia dietro questa mia avversione giovanile.

Crescendo mi è venuto qualche volta un vago desiderio di impersonare una me diversa da quella quotidiana, ma mi sembrava passato il tempo dei giochi e inoltre mi prendeva una tristezza nemmeno troppo leggera a pensare che poi quella maschera avrei dovuto dismetterla alla fine della festa. Che senso ha fingersi – che so – pilota se poi l’indomani si torna a fare il solito lavoro, magari meno entusiasmante?

Tutt’altra cosa è il Carnevale di Venezia. Sono anni che sogno di parteciparvi ma, per un motivo o per un altro, alla fine non l’ho mai fatto.

Invece quest’anno sarà diverso.

Quest’anno ho deciso di farne parte, e di farlo alla grande!

Ho chiesto consiglio alla mia amica veneziana Ornella (prima o poi vi parlerò di lei, perché è davvero una fonte inesauribile di idee e di suggerimenti per vivere al meglio Venezia).

Insomma, seguendo il suo consiglio ho scelto l’evento di punta, la festa delle Cortigiane a Palazzo, organizzata a Ca’ Sagredo da un Maestro dell’organizzazione eventi di fama internazionale.

Mi sono convinta in fretta, mi è bastato leggere la descrizione dell’evento sul sito e conoscere Ca’ Sagredo, un posto da sogno in cui torno ogni volta con infinito piacere.

Tutte le dame si truccheranno, vestiranno, assistite da leziosi cicisbei. Proveranno profumi ed essenze orientali. 

E i loro cavalieri, aiutati da artigiani sapienti e ruffiani, creeranno intriganti maschere da portare in dono, omaggiandole poi di splendidi gioielli. 

Si giocherà d’azzardo al “Casin dei Nobili”, vincendo nuove, libertine emozioni. 

Si danzerà, tutti, guidati da ballerini e maestri, per poi perdersi tra i veli della Danza del Ventre, ma non solo. 

Chef talentuosi e la loro arte, dipingeranno il gusto di antiche ricette, con i nuovi sapori del terzo millennio.Gusto, giochi, balli, eros, nessuna regola, nessun freno.“Semel in anno licet insanire”

Per me, ingessata nei vestiti seri e rigorosi da lavoro per tutto l’anno, l’dea di poter “impazzire” almeno per una sera rappresenta un sogno segreto che è arrivata ora di realizzare.

Non so ancora come mi travestirò, ho deciso di affidarmi alle sapienti mani dei costumisti dell’Atelier che sarà a Ca’ Sagredo in quei giorni. Mi incuriosisce pensare a cosa ideeranno per me!

Non so se farò la copertura dell’evento. Sono una blogger anomala, forse, e forse lo sono a causa dell’età non più così bassa… Ho intenzione di vivere appieno questa serata e questa notte fuori dagli schemi, dimenticando i social, gli smartphone e tutto il resto e concentrandomi sul divertimento e sul presente. E comunque nessun blogger, manco il più bravo del mondo, può rendere giustizia a una festa di Carnevale veneziana vissuta dal vivo.

Se siete incuriositi o pensate di partecipare contattatemi via mail all’indirizzo aserialtravelerinsaor@gmail.com (oppure lasciate un commento qui sotto): posso darvi una mano a organizzarvi al meglio.

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