Recensione: Venezia è un pesce

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Dopo aver scritto di Guida sentimentale di Venezia mi è venuta una voglia irrefrenabile di rileggere Venezia è un pesce, di Tiziano Scarpa, e l’ho fatto ieri pomeriggio!

A-DO-RO questo libro, è uno dei miei preferiti in assoluto, anche al di fuori della mia biblioteca in saór. Mi piace la leggerezza con cui l’autore scrive della città, la simpatia con cui dà consigli inusuali che portano oltre i percorsi più battuti.

Scarpa è un veneziano e parla della sua città con amore e leggerezza, a volte con il disincanto di chi ne vede non solo le meraviglie ma ne vive anche l’estrema complessità quotidiana.

Leggere questo libro mi fa un effetto simile al rivedere Marco Paolini recitare Il Milione: mi si stampa un sorriso in faccia e vorrei che quella lieve felicità non finisse insieme alla lettura o alla visione.

Ricordo la prima volta che l’ho letto: stavo aspettando in macchina, l’ho aperto e mi sono trovata immediatamente immersa nel ritmo del racconto:

Venezia è un pesce. Guardala su una carta geografica. Assomiglia a una sogliola colossale distesa sul fondo.

Tiziano Scarpa, “Venezia è un pesce”, Feltrinelli Editore

Da lì non sono più riuscita a smettere, e in meno di un’ora e mezza avevo finito – con dispiacere – tutto il libro. Qualche anno dopo ho preso il Kindle, e questo testo è stato uno dei primi che vi ho caricato, ricomprandolo: volevo essere certa di averlo sempre a disposizione! È raro che io rilegga due volte lo stesso titolo, ma per questo ho fatto più volte eccezione.

Scarpa, come dicevo, descrive il rapporto complesso tra i veneziani e la città. Ne parla con leggerezza ma l’amore e la passione traspaiono da ogni parola.

Questo rapporto è ben illustrato fin dall’inizio del libro, dove spiega come i veneziani abbiano un po’ paura che il loro pesce, quella sogliola, possa ripartire, e allora:

Sulla cartina geografica, il ponte che la collega alla terraferma assomiglia a una lenza: sembra che Venezia abbia abboccato all’amo.

Abbiamo avuto paura che un giorno Venezia potesse cambiare idea e ripartire

La verità è che non possiamo più fare a meno di lei. Siamo gelosi. Anche sadici e violenti, se si tratta di trattenere chi si ama.

Tiziano Scarpa, “Venezia è un pesce”, Feltrinelli Editore

Anche quando spiega all’immaginaria lettrice (si rivolge a noi al femminile) qualcosa di serio lo fa con tono lieve e simpatico, come ad esempio quando spiega su cosa si basa fisicamente Venezia:

Come si fa a gettare fondamenta solide sulla melma? I veneziani hanno conficcato nella laguna centinaia di migliaia, milioni di pali.

Sotto la basilica della Salute ce ne sono almeno centomila; anche ai piedi del ponte di Rialto, per contenere la spinta dell’arco di pietra.

I tronchi si sono mineralizzati proprio grazie al fango, che li ha avvolti nella sua guaina protettiva, ha impedito che marcissero a contatto con l’ossigeno: in apnea per secoli, il legno si è trasformato quasi in pietra.

Stai camminando sopra una sterminata foresta capovolta, stai passeggiando sopra un incredibile bosco alla rovescia.

Tiziano Scarpa, “Venezia è un pesce”, Feltrinelli Editore

[Il grassetto è mio]

Niente, ogni volta che rileggo il passaggio del bosco alla rovescia mi commuovo. E ogni tanto, quando cammino per Venezia, ci penso e mi vengono i brividi a pensare non solo a tanta grandezza umana – che ha saputo creare un luogo da sogno con tale difficoltà esecutiva – ma anche alla bellezza poetica che ci regala Scarpa, illustrandoci la realtà con parole talmente semplici da essere quasi impossibili da trovare. Provate a spiegare un qualcosa di così complesso con un’immagine tanto comprensibile quanto elegante…!

Ma il libro è una vera e propria guida turistica, seppur fuori dagli schemi. Anche Scarpa, come già Valeri nella sua Guida sentimentale, suggerisce di perdersi per la città senza tante domande. E lo fa a modo suo:

Dove stai andando? Butta via la cartina! Perché vuoi sapere a tutti i costi dove ti trovi in questo momento?

Perché vuoi combattere contro il labirinto? Assecondalo, per una volta. Non preoccuparti, lascia che sia la strada a decidere da sola il tuo percorso, e non il percorso a farti scegliere le strade. Impara a vagare, a vagabondare. Disorientati. Bighellona.

Il primo e unico itinerario che ti suggerisco ha un nome. Si intitola: A caso. Sottotitolo: Senza meta.

nessun Minotauro in questo labirinto, nessun mostro acquattato che aspetta di divorare le proprie vittime.

Smarrirsi è l’unico posto dove vale la pena di andare.

Tiziano Scarpa, “Venezia è un pesce”, Feltrinelli Editore

In realtà, proseguendo la lettura consiglia non solo luoghi da vedere, ma anche esperienze sensoriali da fare. I capitoli hanno infatti a che fare con le parti del corpo (le mani, i piedi, la bocca, …) e, appunto, con i sensi. Toccare, odorare, ascoltare, …

Insomma, un punto di vista completamente diverso, da una prospettiva nuova e originale.

Io però mi accorgo che sto raccontando troppo, presa dall’entusiasmo per un libro geniale, e che rischio di rovinarvi la sorpresa.

Non mi resta che lasciarvi alla lettura: sono certa che non ve ne pentirete e che al prossimo giro a Venezia avrete qualche obiettivo segreto colto dai suggerimenti di Scarpa da raggiungere!

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