Scopriamo insieme il Coven Venice Project

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Oggi inauguriamo una serie di post diversi dal solito, dove non sentirete solo la mia voce, ma anche quella di veneziani di origine o acquisiti.

Con questo primo incontro (un po’ diverso dai prossimi, ma vi racconterò meglio) voglio presentarvi il Coven Venice Project, una realtà che chi segue la pagina Facebook in saór conosce bene, perché ne ho condiviso i post più volte.

Foto di Matteo Stradiotto, fotografo ufficiale del “Gothika”, durante il quale è stata scattata

Il Coven Venice Project è un progetto artistico, fotografico e di ricerca storica veneziana che, con la collaborazione di un collettivo di figure professionali, propone una visione storico culturale di una realtà dimenticata, portando alla luce leggende nascoste, rievocando antichi passati e proponendo innovative interpretazioni della realtà, scavando nel profondo della Serenissima. 

Una  Venezia insolita e guardata attraverso una prospettiva femminile ma non per questo stereotipata: quattro donne ripropongono una lettura storiografica della Serenissima attraverso i suoi Archetipi, introdotti storicamente, contestualizzati in una realtà fatta di potere, sogni e mistero. 

Venezia Sovrana, Venezia Marinara, Venezia Esoterica e Venezia Orientale sono le chiavi di lettura usate per aprire le porte di un passato dimenticato.

Finora ho riportato la presentazione che mi avete inviato quando vi ho contattato la prima volta. Volete spiegare più nel dettaglio il vostro progetto?

Si tratta di un progetto innovativo, partito dall’idea che in un mondo così frenetico guardiamo tutto con superficialità.

Il viaggiatore, o anche il cittadino veneziano, cammina per le calli senza pensare che le stesse pietre che sta calpestando sono state percorse nel passato da una moltitudine di persone, e che ogni luogo, palazzo, angolo su cui si posa lo sguardo è ricco di storia, che noi andiamo a raccontarvi con delle foto che rievocano fatti o curiosità.

Ogni set fotografico è perciò studiato nei minimi dettagli, ogni scatto deve raccontare qualcosa.

Abbiamo scelto questo format consce del fatto che oggigiorno le immagini sono ciò che sui social attirano inevitabilmente la nostra attenzione, e perciò lavoriamo su questo: sulla curiosità dello spettatore, oltre che ovviamente sui testi.

A oggi crediamo di essere forse le uniche a “fare Storia” in questo modo…

Lo credo anch’io. Vi vediamo spesso nelle foto che condividete, raccontateci un po’ di voi: chi siete, la vostra età, quando vi siete conosciute, …

Siamo un gruppo di ragazze di età compresa tra i 30 e i 36 anni e ci siamo conosciute due anni fa in uno shooting fotografico. Ognuna di noi nel nostro piccolo è “donna d’arte”: io (Debora) e Alice siamo rispettivamente delle ballerine di danza orientale e tribal fusion a livello professionale, Nadia è un grandissima ballerina di Boogie Woogie e di Burlesque riconosciuta a livello italiano, Elena è un’allieva della scuola d’armi di Danilo Leo Lazzarini, e prende parte a spettacoli riguardanti Venezia e il territorio. 

C’è stata subito una grande intesa tra noi: poco dopo abbiamo buttato giù una bozza di quello che poi sarebbe diventato il progetto “Coven Venice Project”, avendo capito fin dall’inizio che ci sarebbe stato buon affiatamento e collaborazione.

Foto di Luciano Siviero

Quando avete deciso di lanciare il progetto?

Abbiamo aperto la pagina Facebook il 20 marzo 2019, dopo aver lavorato “dietro le quinte “ da ottobre del 2018.

Credo quindi di avervi seguito fin dall’inizio della vostra attività! Onorata di essere una follower primordiale… Toglietemi una curiosità: Coven Venice Project: perché questo nome?

Coven” è una parola che deriva dal tardo scozzese, e significa “riunione”. Lo abbiamo scelto un po’ per la connotazione misteriosa, legata secondo la tradizione alle streghe, che altro non erano donne di conoscenza, di antichità e saperi dimenticati.

In linea con il nostro lavoro, abbiamo quindi deciso di dare  questo nome al progetto, visto che cerchiamo di riportare a galla qualcosa di nascosto, poco noto o addirittura sconosciuto.

Ovviamente Venice Project è un chiaro riferimento a Venezia, che di certo non va spiegato.

No, decisamente… Quali sono i vostri prossimi eventi in calendario?

Con un’intervista televisiva e varie radiofoniche per ora ci fermiamo e riordiniamo idee e priorità: dopo il Carnevale, che abbiamo vissuto direttamente da Piazza San Marco come comparse nello spettacolo di Danilo Leo Lazzarini “Storia di un amore invincibile” con la regia di Tommaso Giusto, e con un altro evento al Ghotika di Santa Lucia di Piave, continuiamo a lavorare per proporre qualcosa di inedito.

A oggi abbiamo fatto una mostra fotografica per presentare il progetto, con conferenze a seguito; l’ultimo tema che abbiamo trattato è “Hellequin e la Caccia Selvaggia – le origini oscure del Carnevale” che ha riscosso molti apprezzamenti tra gli addetti ai lavori. Per i prossimi eventi basterà seguire la pagina per essere sempre aggiornati.

Dove (e se) possiamo incontrarvi o seguirvi?

Ci  trovate su Facebook e Instagram, oppure tramite e-mail all’indirizzo covenveniceproject@gmail.com.

Coven Venice Project riceve su appuntamento presso il Club culturale Medoacus Club a Marano di Mira. 

Siete in quattro: ci raccontate ognuna qual è stata l’attività di Coven Venice Project che più vi ha appassionato? 

Debora: Da sempre appassionata (di più!) di paganesimo, laureata con una  tesi di geografia culturale, mi occupo della gestione della pagina Facebook, della stesura dei post e quindi della ricerca storico-culturale. Sono laureata in Conservazione dei Beni culturali, la mia attenzione va oltre che alla storiografia, anche alla tradizione rurale e alla società veneziana e veneta in generale. Amministro le attività riguardanti il progetto curando i rapporti con enti e singoli che si interessano a noi, cercando in continuazione nuovi spunti e collaborazioni con chi ha il nostro stesso interesse per Venezia.

Nadia: attitudine ballerina e performer, mi occupo principalmente della parte ‘social’ e promozionale del progetto, seguo la piattaforma di Instagram, monitoro l’andamento della sessione promozionale affinché possiamo risultare sempre interessanti e all’avanguardia. Gestisco i contatti di collaborazione tra cui la parte fotografica prima e durante il set. Non mi limito a questo, ma preparo anche dei piccoli aneddoti dettati dal pensiero dell’ispirazione che Coven fa produrre.

Elena: trent’anni e originaria di Mira nella stupenda Riviera del Brenta. Ricercatrice storica e archeologica riguardo la storia veneta e veneziana, sono docente di lettere nella vita quotidiana. Gestisco inoltre il progetto storico “Signori di Notte al Criminal” per il quale uscirà a breve un inedito saggio storico. Realizzo la gran parte degli abiti storici che vedete nelle nostre fotografie, seguendo i dettami della moda veneziana del 1500 e rivisitando lo stile in un’ottica personale per adattarlo alla personalità fisica e caratteriale di ognuna di noi. Il mio apporto principale al progetto è la ricerca storica e documentaria riguardo a eventi storici e curiosità veneziane, con uno sguardo più approfondito alla storia antica della Venezia arcaica – essendo esperta di protostoria Venetica e del Veneto romano. Ho tenuto diverse conferenze accademiche riguardo la figura della Donna Paleoveneta fra sacerdozio ed aristocrazia. La ricerca si basa anche in un’ottica del mito e delle leggende tipiche della zona veneta in quanto calderone di tradizioni che nascondo in realtà antichi culti pagani autoctoni che meritano di essere riscoperti e riportati alla luce in modo più possibile corretto e completo. 

Alice: a breve trentatrenne (anche se nessuno ci crede), laureata in economia ma con mille interessi e passioni che spaziano dalla danza (sono ballerina internazionale semi-professionista di Tribal Fusion) alla ricerca storica e folkloristica della “nostra” amata Venezia.  Nell’ambito del progetto Coven mi occupo della revisione dei testi, contribuisco alla parte burocratica e legale e, ove possibile, partecipo attivamente alle conferenze e interviste. Tra le attività di Coven non posso dire quale più mi ha appassionata: ogni nuovo passo assieme è un nuovo viaggio, che mi arricchisce in modi differenti ma con la medesima, inebriante, intensità. 

Logo ufficiale di MA Creations (di Michele Artusi)

Chi vi aiuta a portare avanti questo progetto?

Il nostro “staff” con il quale abbiamo curato i set che vedete sulla nostra pagina Facebook include molti fotografi, che qui ringraziamo: Franco Boetto, Omar Carraro, Tiziano Privato, Valentina Schirripa, Vera Ruttino (a breve il nuovo set ma non vi anticipiamo nulla!).

Per i vari eventi ringraziamo inoltre in particolar modo Armando Toniolo che spesso ci segue con entusiasmo nei nostri spostamenti, e un grazie va anche a chi ci ha seguito nella nostra passeggiata in costume storico a Venezia. 

Ringraziamo la location di Hotel Villa Ducale di Dolo e il Medoacus Club di Mira.

Confesso che più di una volta ho pensato che le vostre performance sarebbero perfette per eventi aziendali. Siete disponibili per attività di privati, come per esempio ricostruzioni storiche o rappresentazioni durante eventi?

Siamo disponibili, certo, e anzi cogliamo qui l’occasione per dire che stiamo lavorando a qualcosa ad hoc proprio per eventi e serate, in modo da poter far cultura in modo “meno accademico” ma non per questo meno curato. Oltre alle conferenze quindi, a breve avremo anche altro da proporre di meno impegnativo per rendere indimenticabili serate ed eventi. Se siete interessati al nostro lavoro, non esitate a scriverci! 

Care ragazze, grazie ancora di cuore per il tempo che mi avete dedicato e per le splendide foto piene di bellezza che condividete con noi! C’è da perdersi negli scatti e nei meravigliosi vestiti!

Io continuerò a seguirvi appassionatamente, sapete fare divulgazione con garbo, grande senso estetico e profondità di contenuti.

Brave!

Nota: questo post NON è sponsorizzato. Ho chiesto alle Coven Venice Project di dedicarmi un po’ del loro tempo perché mi ha colpito fin da subito la loro attività, e loro gentilmente si sono prestate. La citazione dei loro partner è d’obbligo, ma altrettanto non sponsorizzata.

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